Duelli di magia in casa Disney
Topolino all'attacco di Magic The Gathering e Yu-Gi-Oh!
Arrivato sul mercato ormai da più di un anno, questo singolare gioco di carte collezionabile si è andato a scagliare contro un panorama dominato dallo storico Magic The Gathering e dal vitale Yu-Gi-Oh!, affiancando tra l'altro l'arrivo di un altro temibile avversario quale World of Warcraft CCG. Insomma, un pessimo momento per scendere in pista, eppure Wizards of Mickey è riuscito ad andare oltre la potente licenza "disneyana" che gli ha dato vita ed è arrivato a oggi in forma smagliante. Dunque, è il caso di conoscerlo un pò meglio.
TUTTI MAGHI CON TOPOLINO
Creato da Stefano Ambrosio, Andrea Chiarvesio (Kingsburg) e Gianluca Santopietro (MotoGrandPrix, Si, Oscuro Padrino!), Wizards of Mickey è un gioco di carte collezionabili ambientato in un universo fantasy con maghi e creature fatate. La particolarità del gioco è l'uso di ben noti personaggi Disney come Topolino, Paperino e Gambadilegno nel ruolo di maghi e stregoni che combattono per ottenere i potenti Diamagic (disponibili in quattro diversi colori). Ciascun giocatore deve dunque comporre un proprio team di tre maghi (ciascuno dotato di abilità speciali proprie e di un colore) da abbinare ad un mazzo di quaranta carte Magia (con la regola di non inserire più di tre carte uguali) e ad un mazzetto di otto carte Castello. Ad ogni turno di gioco viene messo in palio un gettone Diamagic all'interno di uno dei castelli dei giocatori e bisognerà utilizzare le carte-magia per ottenere un punteggio magico superiore a quello dell'avversario e ottenere così la gemma. L'aspetto particolare del gioco è che ogni magia ha un colore e può essere dunque utilizzata al meglio da maghi con la stessa affinità. Analogamente, una volta conquistato un Diamagic va assegnato ad un mago per potenziarlo. I round di gioco si sussegono rapidamente finché uno dei giocatori non prende possesso di sei Diamagic, ponendo così fine alla sfida e vincendo.
COLLEZIONABILE... MA NON TROPPO!
Due sono gli aspetti che ci hanno piacevolmente impressionato di Wizards of Mickey. Innanzitutto, pur essendo un gioco collezionabile con già svariate centinia di carte rilasciate è comunque possibile goderselo acquistando semplicemente i mazzi base (molto ben strutturati) e eventualmente iniziando a modificarli solo in un secondo momento. I giocatori non inclini alla collezionabilità potranno dunque affrontarlo limitando questo particolare aspetto e trovandosi per le mani comunque un buon gioco di carte. Il secondo aspetto è la profondità di gioco: sebbene le regole siano chiaramente più semplici di giochi come Magic The Gathering (manca del tutto, ad esempio, la gestione delle risorse) esiste tutta una serie di sfumature che consente ai giocatori creare varie strategie (spesso basate sul bluff, come nel caso delle magie da lanciare "coperte"). Anche il deck-building è molto piacevole da affrontare considerando una certa libertà lasciata al giocatore nella creazione del team di maghi (base fondalmentale di ogni mazzo) e una discreta quantità di carte differenti (notevole, per un gioco tutto sommato giovane).
UNA MAGIA VIVA E PULSANTE
Un gioco di carte collezionabile va giudicato sempre per due aspetti ben distinti. Il primo è la qualità del gioco stesso, senza la quale il giudizio sarebbe comunque negativo: sotto questo aspetto, Wizards of Mickey viene pienamente promosso per i motivi sopra elencati, per una grafica accattivante, per un modello di commercializzazione poco aggressivo e per l'ottimo sfruttamento della licenza (non lasciatevi però ingannare da Topolino e compagni: non è un gioco solamente dedicato ai bambini). Il secondo, importante parametro di giudicio, è la salute del gioco stesso. E' parecchio frustrante iniziare a compare un gioco collezionabile e vederlo morire pochi mesi dopo: i giocatori di Hecatomb o di DreamBlade ne sanno qualcosa. Il pericolo è decisamente sventato per Wizards of Mickey: a un anno dalla sua uscita il gioco gode di buona salute e, cosa importantissima, è ben supportato dalla ditta produttrice, che organizza con frequenza eventi e tornei, permettendo ai giocatori più patiti di vivere effettivamente il gioco in modo agonistico. Come lati negativi potremmo citare una certa propensione a riciclare parti degli stessi (splendidi) disegni su più carte e una componente di fortuna abbastanza marcata per quanto riguarda la "pesca" dei Diamagic (ottenere quelli "giusti" per i propri maghi fornisce un "bonus" non da poco). Lascia perplessi la frequente presenza di carte che sono semplicemente più potenti di altre, minacciando così il bilanciamento in fase di deck-building: fortunatamente la regola da torneo che impone un massimo di 80 punti magia (una media di 2 a carta) nel mazzo limita il problema. Inoltre, i patiti di giochi dal regolamento articolato potrebbero rimanere delusi dalla relativa semplicità delle regole di Wizards of Mickey. Per tutti gli altri invece, il card-game di New Media Italia e Disney rappresenta un acquisto consigliato e un ottimo passatempo.